Natura e perimetro del trattato
Il presente trattato non è un manuale di chimica dei pigmenti né un catalogo commerciale. È uno strumento di lavoro per il restauratore: raccoglie le informazioni tecnicamente rilevanti per la scelta, l'impiego e il riconoscimento dei pigmenti nella pratica conservativa.
Ogni pigmento è analizzato secondo parametri utili in cantiere e in laboratorio: codice Colour Index, classe di stabilità ASTM D4303, compatibilità con i medium tradizionali, avvertenze tossicologiche ai sensi del D.Lgs. 81/2008, alterazioni documentate, surrogati moderni raccomandati.
La selezione dei pigmenti inclusi segue un criterio di pertinenza al restauro conservativo: sono stati inclusi tutti i pigmenti di uso storico documentato nelle opere d'arte italiana ed europea, e i pigmenti di sintesi moderna correntemente impiegati nelle operazioni di reintegrazione pittorica.
Criteri scientifici e riferimenti
I dati di stabilità si basano sulla scala ASTM D4303 (Standard Test Methods for Lightfastness of Colorants Used in Artists' Materials) e sulla Blue Wool Scale ISO 105-B02. I valori riportati sono indicativi della classe di appartenenza del pigmento puro e possono variare in funzione del medium, della concentrazione e delle condizioni di esposizione.
Le indicazioni di compatibilità con la calce, i medium oleosi, la tempera all'uovo e l'affresco si fondano sulla letteratura tecnica di settore: Cennini, Merrifield, Kühn, Ball, Delamare-Guineau, e sul database CAMEO del Museum of Fine Arts di Boston.
Le avvertenze tossicologiche seguono la normativa europea vigente: REACH Reg. UE 1907/2006, CLP Reg. UE 1272/2008, D.Lgs. 81/2008 Titolo IX.
A chi è rivolto
Il trattato si rivolge a figure professionali e formative nell'ambito della conservazione e del restauro.
Avvertenze e limiti del trattato
Prima di utilizzare il trattato è necessario leggere le seguenti note metodologiche.
Il simulatore di mescolanza utilizza il modello matematico CIE L*a*b*, percettivamente più uniforme dell'RGB ma comunque un'approssimazione: la mescolanza reale dei pigmenti è influenzata dal potere coprente, dall'indice di rifrazione, dalla granulometria, dal medium e dalla tecnica esecutiva — variabili che nessun modello computazionale può riprodurre fedelmente senza dati spettrofotometrici per ogni lotto di pigmento.
I risultati del simulatore sono esclusivamente orientativi e non sostituiscono la prova su materiale reale con campionatura fisica.
La conoscenza approfondita di pigmenti storici come la Porpora di Tiro, il Giallo Indiano, la Lacca di Kermes o l'Orpimento è indispensabile per il riconoscimento e la datazione di tali materiali nelle opere pittoriche antiche, attraverso analisi stratigrafiche, fluorescenza UV, spettroscopia Raman e XRF. Il restauratore che non conosce questi materiali non è in grado di riconoscerli né di gestirne correttamente il consolidamento o la pulitura.
I pigmenti tossici inclusi nel trattato — Cinabro, Biacca, Orpimento, Realgar, Verde Smeraldo, Giallo di Napoli — sono storicamente documentati in opere d'arte di ogni epoca e il restauratore li incontra inevitabilmente nel corso della propria attività professionale. La loro conoscenza è necessaria per la gestione in sicurezza dei cantieri di restauro e per la corretta redazione del DVR ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
L'impiego di tali pigmenti in attività di restauro è regolato dalla normativa vigente e richiede DPI appropriati. Alcuni (Verde Smeraldo, Realgar, composti arsenicali) sono vietati nell'uso ordinario (REACH Annex XVII).
Le sezioni del trattato
58 pigmenti in quattro sezioni sistematiche, più uno strumento interattivo di simulazione.
Riferimenti normativi e bibliografici
Il trattato è redatto in conformità con i seguenti riferimenti tecnici e normativi.