Trattato sui pigmenti · Introduzione

Pigmenti
da
Restauro

Un repertorio tecnico sui pigmenti impiegati nella pratica del restauro conservativo di opere d'arte e beni culturali tutelati. Quattro sezioni sistematiche — dalle terre naturali ai sintetici moderni — con schede analitiche, dati di stabilità, avvertenze tossicologiche e un simulatore interattivo di mescolanza cromatica.

Il trattato è redatto in conformità con le norme tecniche e i riferimenti legislativi vigenti in Italia per la conservazione e il restauro dei beni culturali.

58 Pigmenti schedati
4 Sezioni tematiche
Lab Modello CIE L*a*b*
MiC Norme di riferimento

Natura e perimetro del trattato

Il presente trattato non è un manuale di chimica dei pigmenti né un catalogo commerciale. È uno strumento di lavoro per il restauratore: raccoglie le informazioni tecnicamente rilevanti per la scelta, l'impiego e il riconoscimento dei pigmenti nella pratica conservativa.

Ogni pigmento è analizzato secondo parametri utili in cantiere e in laboratorio: codice Colour Index, classe di stabilità ASTM D4303, compatibilità con i medium tradizionali, avvertenze tossicologiche ai sensi del D.Lgs. 81/2008, alterazioni documentate, surrogati moderni raccomandati.

La selezione dei pigmenti inclusi segue un criterio di pertinenza al restauro conservativo: sono stati inclusi tutti i pigmenti di uso storico documentato nelle opere d'arte italiana ed europea, e i pigmenti di sintesi moderna correntemente impiegati nelle operazioni di reintegrazione pittorica.

Criteri scientifici e riferimenti

I dati di stabilità si basano sulla scala ASTM D4303 (Standard Test Methods for Lightfastness of Colorants Used in Artists' Materials) e sulla Blue Wool Scale ISO 105-B02. I valori riportati sono indicativi della classe di appartenenza del pigmento puro e possono variare in funzione del medium, della concentrazione e delle condizioni di esposizione.

Le indicazioni di compatibilità con la calce, i medium oleosi, la tempera all'uovo e l'affresco si fondano sulla letteratura tecnica di settore: Cennini, Merrifield, Kühn, Ball, Delamare-Guineau, e sul database CAMEO del Museum of Fine Arts di Boston.

Le avvertenze tossicologiche seguono la normativa europea vigente: REACH Reg. UE 1907/2006, CLP Reg. UE 1272/2008, D.Lgs. 81/2008 Titolo IX.

A chi è rivolto

Il trattato si rivolge a figure professionali e formative nell'ambito della conservazione e del restauro.

Destinatario primario
Restauratore conservativo
Professionista iscritto all'Albo (L. 22/2017) che opera su beni culturali tutelati ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Le schede tecniche, le avvertenze di compatibilità e il simulatore di mescolanza sono progettati per supportare le scelte operative in fase di reintegrazione pittorica e la redazione della relazione tecnica.
Destinatario formativo
Studente di restauro e storia dell'arte
Studente di ISIA, Accademia di Belle Arti, corso universitario in Conservazione dei Beni Culturali. Il trattato offre un riferimento sistematico per l'identificazione dei materiali pittorici nelle opere storiche, utile per tesi, relazioni di cantiere e analisi stratigrafiche.
Destinatario scientifico
Storico dell'arte e ricercatore
Studioso interessato all'identificazione dei pigmenti nelle opere d'arte italiana ed europea, alla storia della tecnica pittorica e all'evoluzione dei materiali dal Medioevo all'età contemporanea. Le schede comprendono riferimenti storici, datazioni d'uso e fonti documentarie.

Avvertenze e limiti del trattato

Prima di utilizzare il trattato è necessario leggere le seguenti note metodologiche.

🖥
Limiti intrinseci della simulazione a video
I campioni cromatici visualizzati sullo schermo sono simulazioni procedurali, non riproduzioni fotografiche del pigmento reale. Il colore percepito dipende in modo determinante dalla calibrazione del monitor, dal profilo colore del sistema operativo, dalle condizioni di illuminazione ambientale e dalla tecnologia del display (LCD, OLED, e-ink).

Il simulatore di mescolanza utilizza il modello matematico CIE L*a*b*, percettivamente più uniforme dell'RGB ma comunque un'approssimazione: la mescolanza reale dei pigmenti è influenzata dal potere coprente, dall'indice di rifrazione, dalla granulometria, dal medium e dalla tecnica esecutiva — variabili che nessun modello computazionale può riprodurre fedelmente senza dati spettrofotometrici per ogni lotto di pigmento.

I risultati del simulatore sono esclusivamente orientativi e non sostituiscono la prova su materiale reale con campionatura fisica.
⚗️
Pigmenti storici e fuori commercio
Il trattato include pigmenti non più disponibili in commercio o prodotti solo in quantità limitate da fornitori specializzati. La loro presenza non costituisce raccomandazione all'acquisto o all'impiego, ma risponde a una precisa finalità conoscitiva e diagnostica.

La conoscenza approfondita di pigmenti storici come la Porpora di Tiro, il Giallo Indiano, la Lacca di Kermes o l'Orpimento è indispensabile per il riconoscimento e la datazione di tali materiali nelle opere pittoriche antiche, attraverso analisi stratigrafiche, fluorescenza UV, spettroscopia Raman e XRF. Il restauratore che non conosce questi materiali non è in grado di riconoscerli né di gestirne correttamente il consolidamento o la pulitura.
⚠️
Pigmenti tossici — avvertenze d'uso
Alcuni pigmenti schedati contengono elementi ad alta tossicità: piombo (Pb), arsenico (As), mercurio (Hg), cobalto (Co), rame (Cu). Le schede individuano chiaramente tali pigmenti con badge e avvertenze specifiche.

I pigmenti tossici inclusi nel trattato — Cinabro, Biacca, Orpimento, Realgar, Verde Smeraldo, Giallo di Napoli — sono storicamente documentati in opere d'arte di ogni epoca e il restauratore li incontra inevitabilmente nel corso della propria attività professionale. La loro conoscenza è necessaria per la gestione in sicurezza dei cantieri di restauro e per la corretta redazione del DVR ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

L'impiego di tali pigmenti in attività di restauro è regolato dalla normativa vigente e richiede DPI appropriati. Alcuni (Verde Smeraldo, Realgar, composti arsenicali) sono vietati nell'uso ordinario (REACH Annex XVII).

Le sezioni del trattato

58 pigmenti in quattro sezioni sistematiche, più uno strumento interattivo di simulazione.

Sezione I
Colori di Terra
Pigmenti di origine minerale naturale estratti da depositi di argilla ferruginosa: ocre, siena, ombre, verdi di terra, rossi di cavatura. La categoria più antica e storicamente attestata nel restauro pittorico, con eccellente stabilità chimica in tutti i medium.
Sezione II
Colori di Origine Minerale
Pigmenti da minerali cristallini e composti inorganici: azzurrite, malachite, lapislazzuli, cinabro, biacca, smaltino, blu egizio. Molti presentano tossicità elevata o reperibilità limitata. Fondamentali per il riconoscimento nelle opere medievali e rinascimentali.
Sezione III
Pigmenti di Origine Animale e Vegetale
Lacche, resine e coloranti di estrazione biologica: cocciniglia, carminio, lacca di kermes, porpora di Tiro, indaco, guado, seppia, verde vescica. Spesso fotosensibili, molti oggi fuori produzione. Documentano la tecnica pittorica medievale, gotica e barocca.
Sezione IV
Pigmenti di Origine Sintetica
Pigmenti prodotti per sintesi chimica dal XIX secolo: Blu di Prussia, oltremare artificiale, bianchi moderni, nero di Marte, violetti di cobalto. I pigmenti di sintesi esistenti sono in numero molto superiore — il trattato seleziona quelli documentati nell'uso pittorico e nel restauro conservativo.
Strumento interattivo
Simulatore di Mescolanza Cromatica
Strumento interattivo per la simulazione della mescolanza tra due pigmenti qualsiasi del catalogo. Calcolo in spazio colore CIE L*a*b* (percettivamente uniforme), con controllo della proporzione A/B, della diluizione nel medium e dell'aggiunta di calce (bianco caldo Ca(OH)₂, tipico dell'affresco). Analisi automatica di stabilità ASTM, compatibilità tra pigmenti e suggerimento dei medium consigliati. I risultati sono orientativi — non sostituiscono la prova su materiale reale.

Riferimenti normativi e bibliografici

Il trattato è redatto in conformità con i seguenti riferimenti tecnici e normativi.

Norme tecniche e disposizioni legislative

ASTM D4303 Lightfastness of Colorants in Artists' Materials
ISO 105-B02 Blue Wool Scale — resistenza alla luce dei coloranti
UNI EN 15886:2010 Conservazione beni culturali — metodi colorimetrici
UNI 11182:2006 Descrizione qualitativa delle alterazioni superficiali
D.Lgs. 42/2004 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
D.Lgs. 81/2008 Testo Unico Sicurezza — Titolo IX sostanze pericolose
REACH 1907/2006 Registrazione, valutazione, autorizzazione sostanze chimiche
CLP 1272/2008 Classificazione, etichettatura e imballaggio sostanze
Circ. MiC 26/1997 Materiali e metodi per il restauro — compatibilità
CIE L*a*b* D65 Spazio colore — simulatore mescolanza (IEC 61966-2-1)
Trattato sui pigmenti · 01

Colori di Terra
Pigmenti puri
di cavatura

I pigmenti di terra rappresentano la categoria più antica e storicamente attestata nella pratica del restauro pittorico. Derivati da depositi minerali naturali, sono costituiti principalmente da ossidi e idrossidi di ferro in matrice argillosa. La loro eccezionale stabilità chimica e resistenza alla luce (classe I–II secondo la scala ASTM D4303) li rende insostituibili nella reintegrazione pittorica su affreschi, tempere murali e dipinti su tavola.

Riferimenti normativi: UNI EN 15886:2010 (test colorimetrico superfici), UNI 11182:2006 (descrizione alterazioni), Circolare MiC n. 26/1997 sui materiali per il restauro.

Terra di Siena Naturale
Fe₂O₃ · nSiO₂ · nAl₂O₃ · H₂O  |  PY43
Ocra giallo-bruna di origine toscana, ricca di ossido di ferro idrato (limonite). Tono caldo ambrato con velature trasparenti di grande intensità luminosa.
Resistenza luce
I · ASTM
Terra di Siena Bruciata
Fe₂O₃ · nSiO₂ · nAl₂O₃  |  PBr7
Terra di Siena calcinata a 300–400 °C. La disidratazione converte la goethite in ematite, virando il tono verso arancio-rosso bruciato di grande calore.
Resistenza luce
I · ASTM
Terra d'Ombra Naturale
Fe₂O₃ · MnO₂ · nSiO₂  |  PBr7
Caratterizzata dalla presenza di biossido di manganese (5–20%) che conferisce il tono freddo verdastro-grigio. Storicamente cavata a Cipro e in Umbria.
Resistenza luce
I · ASTM
Terra d'Ombra Bruciata
Fe₂O₃ · MnO · nSiO₂  |  PBr7
Calcinazione dell'ombra naturale. Colore profondo quasi nero-bruciato con sottotono caldo rossastro. Proprietà essiccative ridotte rispetto all'ombra naturale.
Resistenza luce
I · ASTM
Ocra Gialla
FeO(OH) · nH₂O — Goethite  |  PY43
Idrossido di ferro ferrico (goethite) in matrice argillo-calcarea. Pigmento universale attestato fin dal Paleolitico. Coprente, stabile in tutti i medium.
Resistenza luce
I · ASTM
Ocra Rossa · Terra Rossa
Fe₂O₃ — Ematite  |  PR102
Ossido ferrico anidro (ematite). Resistentissimo a luce, alcali e acidi. Il pigmento rosso di riferimento assoluto per il restauro pittorico murale.
Resistenza luce
I · ASTM
Verde di Terra
K(Fe³⁺,Al,Fe²⁺,Mg)₂(Si,Al)₄O₁₀(OH)₂  |  PG23
Celadonite/glauconite. Verde-grigiastro freddo, semitrasparente. Impiegato come verdaccio per gli incarnati nelle tempere medievali (Cennini, Cap. LXVII).
Resistenza luce
II · ASTM
Terra di Cassel
Lignite umificata + Fe₂O₃ · SiO₂  |  NBr8
Torbiera lignificata con ossidi ferrosi. Tono bruno-nero organico. ⚠ Incompatibile con calce. Tendenza a ingiallimento in olio.
Resistenza luce
III · ASTM
Rossetto di Pozzuoli
Fe₂O₃ · SiO₂ · Al₂O₃ (pozzolana)  |  PR102
Terra rossa vulcanica dei Campi Flegrei. La componente pozzolanica migliora l'adesione su intonaci. Descritto da Vitruvio (De Architectura, II, 6).
Resistenza luce
I · ASTM
Verde Brentonico
K(Fe²⁺,Mg)(Fe³⁺,Al)[Si₄O₁₀](OH)₂ — Celadonite  |  PG23
Celadonite dei basalti trachitici del Monte Baldo (TN). Verde più saturo e caldo del comune verde di terra. Attestato negli affreschi romanici padani.
Resistenza luce
II · ASTM
Ocra Calda d'Italia
FeO(OH) · Fe₂O₃ · nSiO₂  |  PY43 / PR102
Mix naturale goethite/ematite dei giacimenti italiani (Toscana, Umbria, Sardegna). Giallo-oro tendente all'arancio, luminoso e saturo. Massima versatilità.
Resistenza luce
I · ASTM
Bruno Vandyke
Lignite umificata + MnO₂ · Fe₂O₃  |  NBr8
Variante della Terra di Cassel con prevalenza di manganese. Usato da Van Dyck per le ombre nei ritratti fiamminghi. ⚠ Incompatibile con calce.
Resistenza luce
III · ASTM
Rosso Veneziano
Fe₂O₃ + CaSO₄ · 2H₂O  |  PR102 + PW26
Ematite naturale in miscela con gesso (20–40%). Tono rosso-mattone veneziano. Attestato nei pigmentarii lagunari dal XIV sec. Tipico delle facciate storiche.
Resistenza luce
I · ASTM
Rosso Pompeiano
Fe₂O₃ · SiO₂ · Al₂O₃ (ematite vulcanica)  |  PR102
Ematite in matrice silicatica vulcanica campana. Granulometria finissima (1–3 μm), saturazione eccezionale. Stabile inalterato da 2000 anni negli affreschi romani.
Resistenza luce
I · ASTM
Ocra ICLES
FeO(OH) · nAl₂O₃ · nSiO₂ (goethite selezionata)  |  PY43
Ocra gialla selezionata a granulometria controllata, denominazione commerciale di riferimento nei materiali per il restauro. Tono giallo caldo uniforme, alta purezza.
Resistenza luce
I · ASTM
Terra d'Ombra Naturale Verdastra
Fe₂O₃ · MnO₂ · SiO₂ + fillosilicati  |  PBr7
Varietà di ombra naturale con componente di fillosilicati (clorite/illite) che conferisce il sottotono verdastro freddo. Provenienza italiana (Veneto, Umbria).
Resistenza luce
I · ASTM
Terra d'Ombra Naturale CPR
Fe₂O₃ · MnO₂ · nSiO₂ (alta purezza, granul. fine)  |  PBr7
Ombra naturale a granulometria finissima e purezza certificata (denominazione CPR = Colore Puro Restauro). Tono bruno caldo. Ottima resa in tempera e acquerello.
Resistenza luce
I · ASTM
Ocra Avana
FeO(OH) · CaCO₃ · nSiO₂ (goethite + calcite)  |  PY43
Ocra gialla con componente calcarea naturale che ne ammorbidisce il tono verso il beige-avana chiaro. Molto usata nella reintegrazione pittorica di intonaci calcarei.
Resistenza luce
I · ASTM
Terra di Vicenza
FeO(OH) · nSiO₂ · CaCO₃ · Al₂O₃  |  PY43
Terra ocracea del Vicentino (Lessinia, M. Berico) in matrice argilloso-calcarea. Tono giallo-brunastro caldo con note verdoline. Storicamente usata nell'edilizia veneta.
Resistenza luce
I · ASTM

Resistenza alla luce e stabilità chimica

Valutazione comparativa secondo scala ASTM D4303 e Blue Wool Scale ISO 105-B02. Simulazione in diverse condizioni ambientali.

Indice di permanenza cromatica — scala 0–100 — condizione: luce solare diretta
Classe I — Eccellente (≥ 90)
Classe II — Molto buono (75–89)
Classe III — Accettabile (60–74)
Classe IV — Scarso (< 60)
Laboratorio virtuale

Simulatore di mescolanza

Pigmento A
Pigmento B
Proporzione A/B 50% / 50%
Risultato mescolanza

Riferimenti normativi

UNI EN 15886:2010 · UNI 11182:2006 · ASTM D4303 · ISO 105-B02 (Blue Wool) · Circolare MiC 26/1997 · D.Lgs. 42/2004 (Codice Beni Culturali) · Linee Guida ICOM-CC

Metodologia

I dati di stabilità derivano da letteratura tecnico-scientifica consolidata (Kühn, Cennino Cennini, Eastlake, CAMEO-MFA). Le simulazioni di mescolanza sono indicative e non sostituiscono prove di laboratorio.

Prossima sezione

II. Colori Minerali: azzurrite, malachite, lapislazzuli, cinabro, biacca. Caratteristiche chimiche e compatibilità con leganti tradizionali.

Trattato sui pigmenti · 02

Colori di origine
Minerale
Pigmenti di
cava e sintesi storica

I pigmenti di origine minerale comprendono le sostanze coloranti ricavate direttamente da minerali naturali — carbonati, solfuri, silicati, ossidi — e alcuni prodotti di sintesi storica noti fin dall'Antichità. Caratterizzati da saturazione cromatica elevata e da composizioni chimiche spesso complesse, richiedono particolare attenzione nella valutazione della compatibilità con i leganti e della tossicità (Hg, Pb, As, Cu). Il loro impiego nel restauro è regolato da UNI EN 15886:2010, UNI 11182:2006, D.Lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro) e dalle indicazioni della Circolare MiC n. 26/1997.

Avvertenza tossicologica: diversi pigmenti di questa sezione contengono metalli pesanti (Pb, Hg, As, Cu). Il loro utilizzo in cantiere è soggetto alle disposizioni del D.Lgs. 81/2008 Titolo IX (agenti chimici pericolosi) e richiede consultazione delle schede SDS del fornitore. La manipolazione deve avvenire con DPI adeguati. Alcuni pigmenti (cinabro, orpimento, realgar) sono soggetti a restrizioni REACH (Reg. UE 1907/2006).

Cu · Moderato
Azzurrite
Cu₃(CO₃)₂(OH)₂  |  PB30
Carbonato basico di rame. Blu intenso brillante, instabile in ambiente alcalino. Il blu dei Primitivi italiani.
Resistenza luce
III · ASTM
Cu · Moderato
Malachite
Cu₂(CO₃)(OH)₂  |  PG39
Carbonato basico di rame verde. Complementare all'azzurrite, spesso co-presente in natura. Verde brillante saturo.
Resistenza luce
III · ASTM
Lapislazzuli · Oltremare Naturale
Na₈[Al₆Si₆O₂₄]S₃ (Lazurite)  |  PB29
Silicato di sodio e alluminio con radicale tiosolforico. Il pigmento più prezioso della storia pittorica europea.
Resistenza luce
I · ASTM
Hg · ALTO
Cinabro · Vermiglione Naturale
HgS (Solfuro di mercurio)  |  PR106
Solfuro di mercurio naturale. Rosso saturo caldo insuperabile. Tossicità elevata (Hg). Vira al nero per fotossidazione.
Resistenza luce
II–III · ASTM
Pb · ALTO
Biacca di Piombo
2PbCO₃ · Pb(OH)₂  |  PW1
Carbonato basico di piombo. Il bianco per eccellenza della pittura europea fino al XIX sec. Incompatibile con H₂S.
Resistenza luce
I · ASTM
Cu · Moderato
Verderame · Acetato di Rame
Cu(CH₃COO)₂ · Cu(OH)₂  |  PG20
Acetato basico di rame. Verde-azzurro intenso e saturo. Instabile in olio (saponificazione). Tradizione medievale e rinascimentale.
Resistenza luce
III · ASTM
As · ALTO
Orpimento · Auripigmento
As₂S₃ (Trisolfuro di arsenico)  |  PY39
Trisolfuro di arsenico. Giallo dorato intenso e luminoso. Tossicità elevata (As). Incompatibile con pigmenti al piombo e al rame.
Resistenza luce
III · ASTM
As · ALTO
Realgar
As₄S₄ (Tetrasolfuro di arsenico)  |  PO75
Tetrasolfuro di arsenico. Arancio-rosso acceso. Fotolabile: vira progressivamente ad orpimento in luce. Tossicità elevata (As).
Resistenza luce
IV · ASTM
Co · Basso
Smaltino · Blu di Cobalto Antico
CoO · nSiO₂ (vetro potassico al cobalto)  |  PB32
Vetro al cobalto macinato. Blu violaceo caldo, granulometria grossolana. Usato dal Rinascimento al XVIII sec. come surrogato del lapislazzuli.
Resistenza luce
II · ASTM
Pb · ALTO
Giallo di Piombo e Stagno
Pb₂SnO₄ / PbSn₂O₄  |  PY41
Stannato di piombo. Il giallo brillante della pittura europea dal XIII al XVIII sec. Riscoperto nel XX sec. da analisi scientifiche.
Resistenza luce
I · ASTM
Storico
Blu Egizio
CaCuSi₂O₆ (Cuprorivaite)  |  PB31
Il primo pigmento di sintesi della storia (ca. 3000 a.C.). Silicato di calcio e rame. Blu opaco turchese. Produzione egizia e romana.
Resistenza luce
I · ASTM

Resistenza alla luce e stabilità chimica

Valutazione comparativa secondo scala ASTM D4303 e Blue Wool Scale ISO 105-B02. Simulazione in diverse condizioni ambientali di conservazione.

Indice di permanenza cromatica — scala 0–100 — condizione: luce solare diretta
Classe I — Eccellente (≥ 90)
Classe II — Molto buono (75–89)
Classe III — Accettabile (60–74)
Classe IV — Scarso (< 60)

Simulatore di mescolanza cromatica

Anteprima visiva della miscela di due pigmenti selezionati. I valori sono indicativi in medium acquoso.

Pigmento A
Risultato mescolanza
50% · 50%
Pigmento B
Trattato sui pigmenti · 03

Pigmenti di
origine
Animale
e Vegetale

I pigmenti di origine animale e vegetale comprendono sostanze coloranti estratte da organismi viventi — molluschi, insetti, piante, legni — nonché prodotti di combustione e carbonizzazione di materie organiche. Caratterizzati spesso da elevata trasparenza e saturazione, sono generalmente meno stabili dei pigmenti minerali alla luce e agli agenti chimici. Il loro impiego nel restauro è regolato da UNI EN 15886:2010, UNI 11182:2006, dalle schede CAMEO-MFA e dai riferimenti del Codice dei Beni Culturali D.Lgs. 42/2004 per la documentazione delle tecniche pittoriche originali.

Animale
Seppia
Melanina — Sepia officinalis
Inchiostro della sacca cromatofora del mollusco cefalopode. Bruno caldo, semitrasparente. Usato dal Rinascimento per disegno e acquerello.
Resistenza luce
III · ASTM
Vegetale
Bistro
Fuliggine di legno (faggio) · Complesso organico
Fuliggine raccolta dal camino di legna, sciolta in acqua. Bruno-giallo caldo trasparente. Prediletto dagli aquarellisti del XVII–XVIII sec.
Resistenza luce
III · ASTM
Animale
Lacca Indiana · Lac Dye
Laccaico acido — Kerria lacca (Coccidae)
Resina colorante prodotta dall'insetto Kerria lacca sul legno ospite. Rosso-carminio profondo e trasparente. La Lacca più antica d'Oriente.
Resistenza luce
IV · ASTM
Prod. storica
Giallo Indiano
Euxantina · Mg-euxantato (C₁₉H₁₆MgO₁₁)
Prodotto da urina di vacche alimentate con foglie di mango. Giallo-oro caldo luminoso. Vietato dal 1908. Usato da Turner, Rembrandt e Vermeer.
Resistenza luce
III · ASTM
Prod. storica
Porpora Cassia
Colloide Au/SnO₂ · Purple of Cassius
Precipitato viola ottenuto da cloruro aurico e cloruro stannoso. Viola-rosato delicato. Usato in miniatura e maiolica dal XVII–XVIII sec.
Resistenza luce
II · ASTM
Vegetale
Nero di Vite
Carbonio amorfo · Sarmenti di vite calcinati
Ottenuto dalla carbonizzazione dei tralci di vite. Nero caldo con tono violaceo caratteristico. Il nero degli affreschi romani e rinascimentali.
Resistenza luce
I · ASTM
Animale
Nero d'Avorio
C + Ca₃(PO₄)₂ · Ossa bovine calcinate (oggi)
Ottenuto dalla calcinazione di ossa in assenza d'aria. Nero freddo con tono bluastro. Il più coprente tra i neri organici. Oggi: ossa bovine (non avorio CITES).
Resistenza luce
I · ASTM
Vegetale
Lacca di Garanza
Alizarina · 1,2-diidrossiantrachinone su Al(OH)₃
Mordente dell'alizarina estratta dalla radice di Rubia tinctorum su allumina. Rosso-carminio trasparente. Diffusa dalla tintura tessile medievale alla pittura.
Resistenza luce
III · ASTM
Sintetico storico
Violetto di Manganese
Mn(NH₄)P₂O₇ · PV16 (Pigment Violet 16)
Pirofosfato di manganese e ammonio. Il primo violetto sintetico stabile (1868). Sostituì le costose lacche vegetali e la porpora di Tiro nei colori accademici.
Resistenza luce
I · ASTM
Animale
Cocciniglia · Carminio
Acido carminico — Dactylopius coccus (NR4)
Colorante estratto dall'insetto Dactylopius coccus. Rosso-carminio puro e brillante. Il pigmento che rivoluzionò la tavolozza europea dopo il 1520.
Resistenza luce
IV · ASTM
Prod. storica
Lacca di Kermes
Acido kermesite — Kermes vermilio (NR3)
Prodotta dall'insetto Kermes vermilio su quercia da sughero. Il rosso prezioso del Medioevo europeo. Sostituita dalla cocciniglia dopo il 1520.
Resistenza luce
IV · ASTM
Prod. storica
Porpora di Tiro
6,6'-dibromoindigo — Murex brandaris / trunculus
Estratta dalla ghiandola ipobranchiale del mollusco Murex. Il viola imperiale dell'Antichità. Produzione cessata nel 1453 con la caduta di Costantinopoli.
Resistenza luce
II · ASTM
Vegetale
Indaco Naturale
Indigotina (C₁₆H₁₀N₂O₂) — Indigofera tinctoria
Estratto dalle foglie di Indigofera tinctoria. Blu profondo e compatto. Presente nell'arte asiatica e mesoamericana da 4000 anni, nell'arte europea dal XVI sec.
Resistenza luce
III · ASTM
Prod. storica
Guado · Pastello
Indigotina (C₁₆H₁₀N₂O₂) — Isatis tinctoria
Blu estratto da Isatis tinctoria (guado europeo). Stessa indigotina dell'indaco, concentrazione minore. Il blu dei tessuti medievali europei fino al XVI sec.
Resistenza luce
III · ASTM
Vegetale
Verde Vescica · Sap Green
Ramnoclorina · Rhamnus cathartica / R. saxatilis (NG1)
Succo concentrato di bacche di spincervino. Verde brillante trasparente. Pigmento e inchiostro medievale. Instabile: sbiadisce rapidamente alla luce.
Resistenza luce
IV · ASTM
Prod. storica
Verde Smeraldo · Verde Veronese
Cu(C₂H₃O₂)₂ · 3Cu(AsO₂)₂ — Acetoarsenito di rame (PG21)
Acetoarsenito di rame di straordinaria saturazione. Il verde brillante dell'Ottocento. Tossicità elevatissima (As+Cu). Abbandonato dopo il 1900.
Resistenza luce
II · ASTM
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Resistenza alla luce e stabilità cromatica

Valutazione comparativa secondo scala ASTM D4303 e Blue Wool Scale ISO 105-B02. I pigmenti organici mostrano in genere variabilità significativa in funzione del medium e dell'esposizione luminosa.

Indice di permanenza cromatica — scala 0–100 — condizione: luce solare diretta
Classe I — Eccellente (≥ 90)
Classe II — Molto buono (75–89)
Classe III — Accettabile (60–74)
Classe IV — Scarso (<60)

Simulatore di mescolanza cromatica

Anteprima visiva della miscela di due pigmenti selezionati. Valori indicativi in medium acquoso.

Pigmento A
Risultato mescolanza
50% · 50%
Pigmento B
Trattato sui pigmenti · 04

Pigmenti di
origine
Sintetica

I pigmenti di sintesi chimica moderna comprendono le sostanze coloranti prodotte artificialmente a partire dalla rivoluzione industriale (XIX–XX sec.). Caratterizzati in genere da stabilità superiore rispetto ai naturali, da gamme cromatiche più ampie e da costi accessibili, sono oggi i pigmenti di riferimento per il restauro conservativo come colori di reintegro. Il loro impiego è regolato da ASTM D4303, UNI EN 15886:2010, ISO 105-B02 e dalle raccomandazioni di compatibilità della Circolare MiC n. 26/1997.

Nota editoriale · Perimetro del trattato

I pigmenti di origine sintetica costituiscono oggi una famiglia di gran lunga più numerosa di quella qui presentata: la chimica industriale del XIX–XX secolo ha prodotto centinaia di coloranti organici e inorganici, e nuove molecole continuano ad essere sintetizzate e brevettate. Il presente trattato si limita ai pigmenti di sintesi storicamente documentati nell'uso pittorico e a quelli correntemente impiegati nel restauro conservativo di opere d'arte e beni culturali tutelati, secondo i criteri di compatibilità, reversibilità e stabilità previsti dalla Circolare MiC n. 26/1997 e dalle norme UNI EN 15886:2010 e ASTM D4303.

Blu · 1704
Blu di Prussia
Fe₄[Fe(CN)₆]₃ · PB27
Primo pigmento di sintesi chimica della storia (Berlino, 1704). Blu intenso verdastro. Stabile, economico, universale. Il blu di Hokusai, Gainsborough e Turner.
Resistenza luce
I · ASTM
Blu · 1828
Blu Oltremare · Oltremare Francese
Na₈[Al₆Si₆O₂₄]S₃ sintetico · PB29
Sintesi industriale del lapislazzuli (Guimet, 1828). Identica struttura chimica al naturale. Stabile, compatibile con calce. Il blu più usato in restauro.
Resistenza luce
I · ASTM
Blu · storico
Blu Smalto
CoO·nSiO₂ (vetro al cobalto) · PB32
Vetro potassico colorato con CoO, macinato in polvere. Già trattato in Sezione II come Smaltino. Qui: versione industriale XIX–XX sec. per ceramica e decorazione.
Resistenza luce
II · ASTM
Viola · 1859
Violetto di Cobalto
Co₃(PO₄)₂ / CoHAsO₄ · PV14
Fosfato di cobalto. Viola freddo brillante. Stabile e luminoso. Il viola di Monet, Renoir e dei Post-Impressionisti. Due forme: fosfato (sicuro) e arsenato (tossico).
Resistenza luce
I · ASTM
Viola · XIX sec.
Violetto Oltremarino
Na₈[Al₆Si₆O₂₄]S · PV15
Variante ridotta del blu oltremare con minor contenuto di zolfo. Viola rosato caldo. Prodotto per riduzione termica dell'oltremare blu. Stabile e compatibile.
Resistenza luce
II · ASTM
Rosso · XIX sec.
Rosso Porpora · Carmine Lake
Lacca di cocciniglia su BaSO₄ / PR83 Barium Lake
Lacca di carminio precipitata su barite. Rosso-porpora caldo trasparente. Usato in tintografia e arti grafiche del XIX sec. Instabile alla luce come il carminio.
Resistenza luce
III · ASTM
Rosso · 1859
Magenta · Rosso di Fuchsina
Pararosanilina cloridrato · C₂₅H₃₀ClN₃
Primo colorante sintetico organico (anilina, 1859). Rosso-violaceo brillantissimo. Fotoinstabile — si decolora rapidamente. Usato in tipografia e tessile.
Resistenza luce
IV · ASTM
Pb · TOSSICO
Giallo di Napoli
Pb₂Sb₂O₇ (antimonato di piombo) · PY41
Antimonato di piombo. Giallo opaco caldo. Il giallo delle ville romane e veneziane, di Tiepolo, Canaletto. Tossico (Pb+Sb). Stabilisissimo alla luce.
Resistenza luce
I · ASTM
Ossido · XIX sec.
Nero di Marte
Fe₃O₄ / FeO·Fe₂O₃ (ossido ferroso-ferrico) · PBk11
Ossido di ferro nero sintetico. Nero caldo con tono marrone-ocra caratteristico. Eccellente stabilità. Compatibile con tutti i medium e con la calce.
Resistenza luce
I · ASTM
Bianco · 1782
Bianco di Zinco
ZnO (ossido di zinco) · PW4
Ossido di zinco. Bianco freddo semicoprente. Alternativa sicura alla biacca di piombo. Tende a infragilire il film oleoso. Stabile in acquarello e tempera.
Resistenza luce
I · ASTM
Bianco · 1916
Bianco di Titanio
TiO₂ (biossido di titanio) · PW6
Biossido di titanio. Il bianco più coprente in assoluto. Non tossico, stabile, universale. Il bianco di riferimento del restauro conservativo moderno.
Resistenza luce
I · ASTM
Bianco · 1874
Bianco Litopone
ZnS + BaSO₄ (solfuro di zinco + barite) · PW5
Miscela di solfuro di zinco e solfato di bario. Bianco freddo bluastro. Usato in pittura murale e decorativa del XX sec. Sensibile alla luce UV (grigiore).
Resistenza luce
II · ASTM

Resistenza alla luce e stabilità chimica

Valutazione comparativa ASTM D4303 e Blue Wool Scale ISO 105-B02. I pigmenti di sintesi moderna mostrano in generale stabilità superiore ai naturali, con alcune eccezioni significative (magenta, rosso porpora).

Indice di permanenza cromatica — scala 0–100 — condizione: luce solare diretta
Classe I — Eccellente (≥ 90)
Classe II — Molto buono (75–89)
Classe III — Accettabile (60–74)
Classe IV — Scarso (<60)

Simulatore di mescolanza cromatica

Anteprima visiva della miscela di due pigmenti selezionati. Valori indicativi in medium acquoso.

Pigmento A
Risultato mescolanza
50% · 50%
Pigmento B
Trattato sui pigmenti · Strumento

Simulatore di
Mescolanza
Cromatica

Strumento di supporto alla pratica del restauro conservativo. Selezionare due pigmenti dal catalogo delle quattro sezioni del trattato per simularne la mescolanza in spazio colore CIE L*a*b* — modello percettivamente uniforme che approssima il comportamento dei pigmenti opachi meglio dell'interpolazione RGB. Regolare la proporzione di mescolanza, il grado di diluizione nel medium e l'eventuale aggiunta di calce (bianco di calce caldo, tipico dell'affresco). Il risultato è indicativo: la mescolanza reale dipende da granulometria, potere coprente, medium e tecnica esecutiva.

Selezione pigmenti
Pigmento A
Pigmento B
Proporzione di mescolanza
A — B 50% A · 50% B
100% A50% / 50%100% B
Diluizione nel medium
Concentrazione pigmento 100%
Piena diluizionePuro

Simula la diluzione in acqua, olio o altro medium: il colore schiarisce e si desatura progressivamente verso un bianco neutro trasparente.

Aggiunta di calce — bianco di calce caldo
Pigmento — Calce 0% calce
Solo pigmentoSolo calce

La calce in polvere (Ca(OH)₂ / CaCO₃) è un bianco caldo avorio (≈ #F2EDE0), non bianco puro. La mistura simula l'intonachino da affresco con pigmento in calce.

Nota sul metodo: la mescolanza è calcolata in spazio CIE L*a*b* (D65, 2°), con interpolazione lineare dei valori L*, a*, b* ponderata per le proporzioni. La diluizione è modellata come interpolazione verso il bianco medio del medium (L*=97, a*=0, b*=2). La calce usa un bianco avorio caldo (L*=94, a*=−0.5, b*=8). Il risultato è percettivamente più accurato dell'interpolazione RGB ma non sostituisce la prova su materiale reale.
Risultato simulato
Campione simulato
#000000
+
Stabilità ASTM
della miscela
Compatibilità
e avvertenze
Medium
consigliati